SOS matrimonio: quale regalo per gli sposi?

sposi

Foto via Pinterest

Siete state invitate a un matrimonio: avete ricevuto la partecipazione, avete scelto il vestito, e resta solo l’ultimo nodo da sciogliere. Cosa regalare ai futuri sposi?
Se hanno una lista di nozze, il gioco è fatto. Che sia un articolo per la casa o il viaggio di nozze, farete certamente qualcosa di gradito agli sposi.

La luna di miele

E’ vero, non è un regalo che resta “concretamente” nel tempo, ma sarà indelebile nei ricordi della coppia. Mi piace sempre pensare che con il mio contributo gli sposi hanno realizzato il loro sogno di volare dall’altro capo del pianeta.
Oggi sono sempre più le coppie che rinunciano alla tradizionale lista nozze, facendosi regalare un soggiorno da sogno in una meta meravigliosa. Tutt’oggi la scelta ricade spesso su paradisi esotici e tropicali: dalle classiche spiagge delle Maldive, agli atolli della Polinesia fino alla magia dei Caraibi. Una tendenza recente è la vacanza “on the road” attraverso l’Australia o gli Stati Uniti, dai grattacieli di New York al sole della California, dai parchi naturali alle mille luci di Las Vegas.

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L’incanto dei panorami di Bora Bora, Polinesia

Articoli per la casa

Un regalo per arredare o rendere più completa la casa degli sposi è sempre gradito e può anche essere realizzato senza una lista nozze ufficiale da cui attingere, basta conoscere (bene!) i gusti della coppia e lo stile della loro casa.

Se la sposa è una cuoca modello potete sbizzarrirvi tra utensili da cucina e elettromestici: un’idea originale? Le macchine per il pane e la pasta! Il grande classico del servizio di piatti “buono” resiste, ma anche i nuovi set di pentole in rame, pietra e ceramica sono molto gettonati. Mi piace molto l’idea di regalare un oggetto che porti luce, come una lampada da tavolo, da terra o una abat-jour. Per chi è amante del vintage, invece, saranno perfetti vecchi orologi da parete, giradischi, stampe, credenze e elettrodomestici “storici”.
Potete trovare tantissime idee ad esempio, su Dalani, e ordinare direttamente on line (più comodo di così). (continua…)

Wedding trend: la nebbiolina (o Gypsophila)!

Quanto è bella, poetica, eterea e scenografica la nebbiolina (dai colti chiamata Gypsophila e nei paesi anglosassoni Baby’s Breathe) nei matrimoni?

Un fiore così delicato e semplice ha letteralmente conquistato spose e wedding designer, ed ha catturato anche me, che sempre più spesso la vedo nelle mie felici navigazioni su Pinterest.

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A sin.: foto via Wedding Chicks, a des.: foto via Pinterest

La bellezza di questo fiore, oltre che nella leggerezza, sta nella sua versatilità: può decorare matrimoni eleganti e, all’opposto, matrimoni rustici, senza alcuna stonatura.

Può essere utilizzato assoluto o affiancato a rose, margherite, mimose e altri fiori che ne esaltino colori e caratteristiche. Può diventare bouquet di spose e damigelle (ricordate il post sui bouquet minimal? Quello di Gypsophila resta senz’altro uno dei miei preferiti!) , può decorare i tavoli al ricevimento, può spiccare negli allestimenti di ogni tipo, può incorniciare le fronti delle piccole flower girls che precedono la sposa nel corteo nuziale. E, perché no, può decorare anche la torta nuziale!

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Foto via: in alto a sin. Style Me Pretty, in alto a des. Wedding Wire. In basso a sin. Southern Weddings, in basso a des. Style Me Pretty

La veste che preferisco è come coroncina per le giovani flower girls. Impazzirei se la piccola aliena potesse sfoggiarla a uno dei matrimoni a cui prenderemo parte. E forse già al matrimonio di giugno (ricordate la mia richiesta d’aiuto per la scelta del mio abito?) dei miei cognati, anche se avrà solo un anno, proveremo a fargliela indossare. Salvo poi che, conoscendola, se la strappi in cinque minuti e la riduca in un cespuglietto informe…

E voi che ne pensate? Vi piacerebbe un matrimonio a tema Gypsophila? Dite la vostra commentando con il form qui sotto!

 

Parigi (non) val bene un’aliena. Ovvero, il test di gravidanza.

“Per il tuo compleanno ho deciso di regalarti una cosa che desideri da tempo”.
Mr.Gibson ed io eravamo a un matrimonio. Era il 5 luglio 2013. Al termine della serata, quando il turbinio della festa aveva già da tempo lasciato spazio al canto dei grilli nascosti nel prato accanto alla piscina, sorseggiavamo l’ultimo drink appoggiati a una balaustra di stelle.
“Cosa?” gli dissi con le luci della notte negli occhi.
Parigi“, ed estrasse due biglietti aerei. “Non ci siamo mai stati insieme, e…”
Non terminó la frase, già gli ero salutata al collo. E lo baciai.

I giorni seguenti fantasticavo sul viaggio, sull’hotel da prenotare, sulla Torre Eiffel. Non a caso ho dedicato ben due post sul matrimonio a tema Parigi (qui e qui): adoro quella città. Era la prima volta che Mr.Gibson mi regalava un viaggio – in fondo erano solo 5 anni che dicevo di voler andare a Parigi con lui – ed era la prima volta che si era dimostrato così romantico nei miei confronti. Finché, a 10 giorni dalla partenza, e dopo 4 giorni di ritardo, schizzai fuori dal bagno per saltare di nuovo al collo di Mr.Gibson, innalzando come un trofeo il test di gravidanza.

Le reazioni che seguirono furono:
1. Lacrimosa commozione di entrambi, intervallata da attacchi di risate ebeti;
2. Momento di serietà del papà: accarezza la mia pancia con profondo senso di protezione;
3. Momento di serietà della mamma: prendo l’IPhone e googlo “Outfit premaman per giovani mamme alla moda”;
4. Ci scambiamo sguardi di consapevolezza e maturità ed esclamiamo: “E mo’?!?”

(continua…)

8 cose che un futuro sposo *deve* fare

Il post di oggi è rivolto ai futuri mariti. Bisogna dirlo: troppo spesso mi capita di imbattermi in fidanzati distratti, passivi, privi di iniziativa e di slanci romantici. Cosa vi è successo? Dove sono finiti i cavalieri di un tempo?
Saremo pure figlie della modernità, in carriera ed emancipate, ma siamo pur sempre donne, sensibili ai gesti dimenticati di una volta. Un mazzo di fiori in regalo, qualcuno che apre la portiera della macchina prima di noi, una cena offerta nonostante le nostre sentite rimostranze.
E quando stiamo per sposarci, questi istinti femminili sopiti riprendono vita, e ci carichiamo di aspettative. Ci aspettiamo di essere trattate con la delicatezza e l’attenzione riservate alla più pura e nobile delle nubende, ci aspettiamo che Lui ci ricopra di regali, sorprese e galanterie.
Il problema è che spesso i nostri futuri mariti, prima di sposarsi, devono prima capire cosa sta succedendo. Ovvero, devono proprio capire in quale parte del pianeta siano atterrati dal momento in cui lei ha risposto “Sì” alla domanda di matrimonio ed è partita tutta la macchina organizzativa, e nella maggior parte dei casi il torpore in cui rimangono invischiati li accompagna fino alle nozze e oltre (molto oltre!).

Ecco, questo post è una piccola àncora di salvataggio per tutti i futuri mariti che brancolano nel buio.
Se alla domanda “Cosa hai regalato alla tua futura sposa?” la vostra risposta è “Quale regalo? Devo farle un regalo?”, questo post fa decisamente per voi!

Ecco una short list di quello che la vostra sposa si aspetta da voi prima o durante il grande giorno. Fatene buon uso!

  1. Proposta di matrimonio di un certo livello
    E’ domenica mattina, si è appena svegliata e indossa il pigiama? Caro futuro sposo, questo non è buon momento per chiederle di sposarti. No, non farti ispirare da Mr.Gibson con la sua proposta di matrimonio. Scegli con cura e attenzione l’occasione giusta. Scegli il posto, le parole che dirai, l’atmosfera. Sorprendila come lei vorrebbe essere sorpresa: a cena, durante una vacanza, in un momento in cui non si aspetta nulla.
    L’idea in più? Ingaggia un fotografo che immortali quel momento, di nascosto.

  2. Anello di fidanzamento
    Caro futuro sposo, la scelta dell’anello di fidanzamento è ardua, e anche in questo caso mi verrebbe da dire che debba essere “di un certo livello”. E’ ovvio che nessuna di noi si aspetta il Cuore dell’Oceano di Titanic, ma nemmeno la linguetta d’acciaio della lattina di Coca Cola, ecco. (continua…)

Wedding bar: ecco un trend del 2015!

Carissimi e carissime, per il post di oggi lascio spazio a una professionista che da un po’ di tempo ha sposato il mio progetto di Wedding Writing. La voce che segue è di Clara Martinelli, giornalista, scrittrice, blogger e, come me, incuriosita e affascinata dal magico mondo dei matrimoni. Qualche tempo fa ha letto una mia intervista apparsa su D-La Repubblica e mi ha subito contattato, rapita dall’entusiasmo per l’idea di scrivere un romanzo alle coppie di sposi. Dopo un paio di telefonate e messaggi, ci siamo rese conto di vivere a cento metri di distanza. Un caffè, ed è iniziata una nuova avventura insieme.

L’articolo che vi propone Clara riguarda uno dei nuovi trend del 2015: i Wedding Bar! Isole del gusto e della degustazione, che durante il ricevimento potranno arricchire l’allestimento e le pance dei vostri invitati. L’originalità, in realtà, sta nel proporre pietanze e bevande singolari. Ma non aggiungo altro, lascio la parola a Clara!

- Maura

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Candy bar via Wedding Chicks

Avete sempre pensato che un wedding bar che si rispetti debba essere soltanto quello ad alto tasso alcolico? Niente di più sbagliato. Certo, resta sempre il classico modello che gli sposi tendono a seguire, perché la tendenza verso il wedding bar con vino, birra e champagne a fiumi non tramonterà mai. Ma per chi invece vuole essere un po’ più fantasioso ed è stanco delle solite “bevute” non c’è che l’imbarazzo della scelta. (continua…)

Van Gogh e i miei segnalibri

Mi piacciono da impazzire i segnalibri. Ho un’abitudine: un segnalibro mi accompagna nella lettura di circa 5/6 libri, poi lo metto da parte e ne uso uno nuovo. Il segnalibro, per me, è lo specchio di ciò che sto vivendo. Un po’ come Van Gogh. Avete presente? Lui aveva i suoi periodi blu e rosa, io ho i segnalibri da battaglia, quelli minimal, i classici in pelle e, ultimi della mia collezione, i segnalibro d’argento con tanto di charms penzolanti – idea regalo dell’ultimo Natale di mia madre, lo adoro.

Se dovessi sintetizzare in un elenco non esaustivo la mia collezione di segnalibri e relativi periodi, sarebbe più o meno così:

- Periodo filosofico/introspettivo: i segnalibri con citazioni
Ne ho tantissimi acquistati da LaFeltrinelli, con fantasie varie e frasi di ogni tipo. Tempo fa un’amica me ne regaló uno a cui sono molto affezionata: eccolo qui, appeso sul frigo. Lo vedo ogni mattina e ripeto la frase come un mantra!

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- Periodo turistico: le cartoline
Un evergreen dei segnalibri. Mi piacevano quelle più esotiche: quella degli amici che andavano in Thailandia, ad esempio. Un po’ rosicavo, un po’ sognavo.

- Periodo fricchettone: il biglietto dell’autobus
Al liceo, quanti biglietti dell’autobus avevo nelle tasche… e poiché spesso le letture avvenivano in viaggio sui pubblici mezzi di trasporto, il ticket appena obliterato era la soluzione più comoda, rapida e a portata di mano per non perdere il segno nelle mie avventure del pensiero. E anche il più fricchettone, in linea col mio modo d’essere dell’epoca. (continua…)

Dall’Engagement Book di Maurizio e Flavia: il primo incontro

Ricordate Maurizio e Flavia, e il racconto del loro primo bacio? Oggi vi propongo un altro estratto dal loro Engagement Book, che ci fa tornare qualche passo indietro nella loro storia, al loro primo incontro. Siamo ad una festa, ai tempi dell’università. Tommaso, amico di Flavia, l’ha invitata a partecipare, nonostante la sua poca voglia di uscire e vedere persone nuove. Ma, chissà perché, qualcosa le diceva che quella non sarebbe stata una serata qualunque…

Le belle foto che arricchiscono questo post sono di Ovocubo Photography, e ritraggono Maurizio e Flavia durante la loro dolce attesa della piccola Chiara.
Buona lettura, e fatemi sapere cosa ne pensate commentando con il form in basso!

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Salì fino al secondo piano, ed individuò la porta da cui proveniva la musica ad alto volume e le risate delle persone. Fece per suonare, ma fu anticipata da Tommaso, che le spalancò la porta. Flavia venne sommersa dalla festa: come una potente onda d’urto, fu colpita dalla musica a pieno volume, dalle  voci sovrapposte maschili e femminili, da risate acute e baritonali, dal tintinnio dei bicchieri e delle posate, dal calore e da un colorito miscuglio di odori e profumi, e come violentemente frastornata dalla potenza di questo tripudio dei cinque sensi, si fece guidare da Tommaso verso l’interno della casa, senza neanche capire quello che lui le stava dicendo. Forse, tra un “sei arrivata, finalmente!” e un “hai trovato facilmente posto?”, le aveva anche detto anche qualcos’altro, ma non ne era tanto sicura. Tanto era rapita dal caos intorno a lei e dalla vita che le esplodeva intorno, che tutte le attenzioni di Tommaso restarono ai margini di quell’inizio di serata. Era già totalmente stordita quando varcò l’ingresso del salone, mentre Tommaso le sfilava il cappotto senza che lei se ne rendesse conto. Guardò rapidamente gli invitati alla festa, osservò il modo di parlare e di tenere i bicchieri, osservò il modo di star seduti e di fumare, appoggiati alla finestra, osservò tutti quei movimenti fluidi e vitali, e sentì il bisogno di entrare in quel flusso, di non restare più spettatrice. (continua…)

Abito da damigella cercasi. Per me!

Ricordo ancora la sua domanda: “Vuoi essere una delle mie damigelle?”
Io non ho risposto, sono solo balzata sul soffitto con un urlo di gioia che a confronto il barbarico YAWP di Walt Whitman è il gridolino di un pupo.
Non è solo la gioia di essere accanto in quel Giorno a mia cognata, persona che considero una sorella minore. È anche la frastornante sensazione di essere, almeno una volta nella vita, damigella. Per una come me che da qualche anno a questa parte vive di pane e 36 board di Pinterest traboccanti immagini di matrimoni internazionali (953 pin all’oggi), una prospettiva del genere non può che mandarmi in brodo di giuggiole, e per questi motivi:

- Avrò un abito lungo ed estremamente elegante color champagne;
- avrò acconciatura e trucco all’altezza del ruolo;
- Mr. Gibson, che è anche testimone, avrà cravatta e bottoniera in tono con il mio abito (volente o nolente!);
- aprirò il corteo nuziale con le altre quattro damigelle e, udite udite, con una piccola aliena di un anno tondo tondo (anche lei con abito delle stesse tonalità del mio);
- potrò fare delle foto meravigliose con la sposa e le altre damigelle, come quella che vedete qui sopra.

Ora… ho bisogno del vostro aiuto e dei vostri preziosi consigli per la scelta dell’abito!

Ecco 6 modelli di abiti che mi piacciono molto. (continua…)

Il matrimonio: questione di punti di vista (di Spose agonizzanti e di Sposi non pervenuti)

Il matrimonio, questo idilliaco sogno che diventa realtà! Noi donne lo sappiamo bene, e da molto tempo: è da quando abbiamo 4 anni che siamo bombardate da Cenerentole, Belle Addormentate, Sirenette e via dicendo, principesse dell’immaginario a cui invidiamo storie d’amore, principi e matrimoni (e oggi, sì, anche le ricchezze). La realtà, però, è ben diversa. E soprattutto, per quanto un matrimonio possa essere organizzato in totale sinergia e intesa con il fidanzato, mai La Sposa e Lo Sposo lo vivranno nella stessa maniera. Già, perché in primis I RUOLI sono ben diversi. Ecco come La Sposa e Lo Sposo vivono il Grande Giorno, in una sorta di “storia a confronto” in 6 punti ispirata alla mia esperienza e a quella di altri sposi!

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La Sposa

  1.  Sveglia all’alba per affrontare le 5 ore e mezzo di preparazione, dopo una notte generalmente insonne – e non tanto per l’emozione, quanto per l’impalcatura di mollettine, cuffiette e via dicendo che le rendono impossibile poggiare la testa sul cuscino. Nell’ordine, La Sposa dovrà: alzarsi dal letto, ricomporsi dal trauma per essersi specchiata, lavarsi, sottoporsi alla tortura della vestizione, del trucco e del parrucco, rispondere nel mentre agli sms di auguri, mandare a quel paese il fiorista che è in ritardo con la consegna del bouquet, posare per il servizio fotografico di 1.200 scatti cercando di rendere naturale il sorriso, che ormai è una paresi facciale. Fare colazione o pranzare non sono attività ammesse.
  2. L’ingresso della sposa nel luogo della cerimonia è più spettacolare e atteso di un red carpet hollywoodiano.
  3. Dopo la cerimonia e il lancio del riso, La Sposa viene assalita da tutti i 350 parenti in contemporanea, più una ventina di passanti che si congratulano con lei (ma perché?) e le scattano foto. Solo La Sposa più forte e motivata sopravvive all’assalto e può godersi (?) il momento successivo, il ricevimento.
  4. Durante il ricevimento, alla Sposa non è concesso mangiare. Vuoi per il vestito stretto, vuoi per i 350 parenti che continuano a romperle le scatole. (continua…)

Scelta della location #1 – Non aprite quella porta [Horror tour]

Inauguro oggi, forse ispirata dalla recente festa di Halloween, una mini serie di post sui miei “horror tour” a caccia del giusto fornitore. “Horror” perché, purtroppo, di orrido siamo davvero circondati. Ovvio, non farò né nomi, né in alcun modo farò riferimenti espliciti (per questo genere di informazioni vi rimando ai tanti forum di settore affollati da spose più o meno agguerrite): il mio unico intento è raccontarvi le peripezie a cui Mr.Gibson ed io siamo andati incontro dopo aver deciso, quella famosa domenica mattina, di unire le nostre vite. E riderci su (sulle peripezie, non sulla decisione di unire le nostre vite).

Parlando di location, beh, ne abbiamo viste davvero tante. Ma proprio tante. Almeno una quindicina. La cosa divertente è che la location scelta è stata una delle prime che avevo trovato e selezionato su internet, quella che mi piaceva di più: e chissà perché, ho avuto la geniale intuizione di andarla a vedere per ultima. Quel giorno Mr. Gibson, reduce da 14 viaggi e 14 appuntamenti in location più o meno distanti da Roma, voleva prendermi a sassate con i confetti gentilmente offerti dal direttore.
Ora, non vi tedierò con il racconto del nostro horror tour in 14 tappe: farò un compendio delle nostre esperienze e oggi vi presento la prima location. Pronti a urlare?

horror house

Foto via Gown-store


Horror location #1: Non aprite quella porta

Che ci fosse qualcosa di strano avrei dovuto intuirlo quando chiamai per prendere informazioni. Una suadente voce femminile mi chiede la data delle nozze.
“16 marzo.”
“16 Marzo? D’inverno?”
“Beh, non è proprio inverno pieno…e comunque, dov’è il problema?”
“Buahahahahahah…!” Sembrava la risata del campanello di Dylan Dog. Poi, con un tono da brividi: “Noi non ci siamo, d’inverno.”
Ovvero? Andate tutti un letargo nelle bare?
“La stagione dei matrimoni è l’estate.” Fuochi d’artificio! Dopo una sparata del genere sarebbero stati una chiusura perfetta per quella telefonata.

Va bene, ma in fondo nelle foto la location è così bella… sarebbero disponibili ad accontentarci…diamole una chanche. Chiedo un appuntamento  alla signora dalla voce suadente che mi propone stranamente le quattro del pomeriggio seguente – chissà perché mi ero prefigurata un orario più crepuscolare. Ma cosa vado a pensare?

(continua…)

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