Una Wedding Writer per me: la Proposta / seconda parte

Continua in questo post la storia d’amore tra Mr. Gibson e la sottoscritta, che, amareggiata dal non aver potuto ingaggiare una Wedding Writer per il suo matrimonio, ha deciso di scriversi da sola il suo Wedding Book. Dopo la prima parte del racconto della Proposta di matrimonio di Mr. Gibson, ecco il finale della storia!

(…) Poi si avvicinò. Fu lui, per primo, ad avere il coraggio di guardarmi il viso. Mi prese le mani dall’acqua insaponata e le avvolse tra le sue. Cioè, avevo i guanti – quelli rosa, di gomma, felpati all’interno – quindi in realtà mi prese e mi avvolse quelli…

Ragione o sentimento?

Permettete? Mi concedo una licenza narrativa e blocco la scena, per descrivere bene i personaggi dall’esterno.

Mr. Gibson era sveglio da cinque minuti, dopo una notte insonne. Occhi a fessura, lo stampo di una piega del cuscino, verticale, che partiva dal sopracciglio e terminava sul mento. Indosso aveva degli eleganti boxer blu con dei mini-rombi decorativi, e una maglietta bianca.
Io ero sveglia da poco più di venti minuti, dopo una notte insonne. Occhi gonfi, niente trucco, i capelli raccolti con un mollettone anni ’80 (ho i capelli ricci e lunghi, riuscite a immaginare?), il pigiama rosa, e sopra, una vestaglia da ospedale. Ah, e i guanti rosa. Almeno quelli facevano pendant con il pigiama.
Lui mi aveva appena preso le mani (sì, i guanti, che tra l’altro gocciolavano a terra), ed eravamo in piedi di fronte al lavello e ai piatti insaponati, alle 9 del mattino, a guardarci. In silenzio. Per un tempo lunghissimo. Io poi lo guardavo in cagnesco. E nello stato in cui era la mia faccia, credo che in quel momento la mia allure fosse paragonabile unicamente a quella di Pina Fantozzi o qualcuna di simile, e ancora oggi non capisco come abbia fatto a resistere senza cambiare espressione e distogliere lo sguardo (o senza scappare, direttamente).

Gatto anello

Foto via Pinterest

<<Che intenzioni avrà? Dobbiamo stare qui in piedi come due carciofoni per tutta la mattina?>>, pensai.
E continuava a guardarmi negli occhi (gonfi, rossi e senza trucco, quelli di Pina).
<<Va bene, adesso mi chiederà scusa. Non c’era bisogno di fare tutta questa scena, però.>>

- Mi vuoi sposare?

<<Oh, finalmente ha parlato. Grazie a Dio, qui per terra si sta iniziando a formare un lago con tutte le gocce che…Prego?>>
Per un attimo pensai di non aver capito bene. Forse aveva detto “Ti vuoi spostare?” per l’acqua che cadeva a terra?
– Che ne pensi?, continuò.
L’incertezza sul senso della domanda si dissolse nell’aria, come le bollicine di sapone che, di tanto in tanto, salivano dal sapone nell’acqua. La Panzerotta ci girava intorno e cercava il nostro sguardo, quasi a voler essere resa partecipe di quell’importante decisione familiare, quasi a richiedere il permesso di dire la sua. Non risposi, non parlai, non dissi ne’ sì ne’ no. Gli saltai al collo e cominciai a ridere, e poi a piangere, e poi a ridere e a piangere insieme. La micia ci accarezzava le gambe, emetteva dolcissimi miagolii di approvazione, festeggiava insieme a noi. Quello fu un minuto di reale, fisica felicità. Una felicità fatta anche di discussioni, di notti insonni, di fasi della vita di lì a venire in cui – ne eravamo consapevoli – avremmo anche masticato amarezze e sconfitte, ma che ci avrebbero visto alleati nel combatterle. Non so, e credo non saprò mai, perché lui abbia deciso proprio quella domenica mattina, dopo quell’orribile serata, di chiedermi di sposarlo. Forse era impazzito, forse ha seguito il suo istinto, forse, al contrario, ci aveva pensato tutta la notte. Forse ha pensato quel che penso io: il nostro essere “noi”, spesso, è così tremendamente imperfetto che ha tutte le possibilità per durare per sempre.

Mi prese il viso tra le mani mentre ancora ridevo e piangevo, e mi sorrise. Poi, mentre ancora ero agitata dall’emozione, un’immagine apparve nella mia mente. Un pigiama rosa, capelli in disordine, vestaglia, occhi gonfi. E la faccia di Pina. Gli dissi, di getto:
- Amore… ma tu, proprio
adesso me lo dovevi chiedere???

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1 Commento on Una Wedding Writer per me: la Proposta / seconda parte

  1. Emanuela by Lovely Wedding
    21 maggio 2015 at 2:31 PM (882 giorni ago)

    Non so se commuovermi o ridere. Mi hai fatto emozionare e sperare in cuor mio un giorno di provare un momento così speciale, magico e pieno d’amore! Ed adesso cerco il racconto del vostro matrimonio!

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